8 luglio 2014

La casa stampata su misura in 3D

Ad Amsterdam, vicino alla stazione centrale, si sta stampando la prima casa 3D al mondo. La struttura ricorda i tipici edifici olandesi: alta, stretta, col tetto a spiovente, illuminata… La differenza sta nel procedimento e nel tipo di materiale usato. Non si tratta infatti di un’abitazione qualunque, ma di un prototipo avveniristico in grado di cambiare completamente le tecniche di costruzione. 



L’idea è dello studio di architettura DUS, secondo il quale la stampa 3D in futuro rappresenterà una vera e propria rivoluzione sociale. Lo studio DUS, che già utilizza stampanti 3D per plastici e modelli, ha pensato di realizzare un’edificio abitabile con le stesse tecniche. All’interno del cantiere è stata allestita quella che oggi è la più grande stampante tridimensionale del pianeta, i cui prodotti possono raggiungere una larghezza massima di 2 metri e un’altezza di 3,5.



La stampante 3D, creata dall’azienda olandese Ultimaker, funziona come qualsiasi altra, sovrapponendo strati di plastica fino ad ottenere l’oggetto in questione. I vantaggi, nel costruire una casa secondo questo procedimento, sono evidenti. Innanzitutto i costi sono decisamente inferiori. Si stima un risparmio pari a un terzo della spesa effettiva sostenuta utilizzando materiali e mano d’opera tradizionali. In secondo luogo la costruzione si svolge direttamente sul posto, evitando trasporti e inquinamento. Non da ultimo, la plastica utilizzata è perfettamente riciclabile, evitando quindi non solo d’inquinare l’ambiente, ma si può anche riutilizzare il materiale impiegato. Se infatti si decidesse di cambiare un mobile o un pezzo qualsiasi d’arredamento basterebbe recarsi su un sito di design, scaricare il file acquistato e stamparlo. Il tutto si risolverebbe con una semplice connessione internet e una stampante 3D.


I limiti in questione sono però altrettanti. Se da un lato il procedimento architettonico 3D consente di evitare l’inquinamento ambientale, dall’altro, essendo possibile la stampa con un unico colore, occorrerebbe in seguito verniciare la plastica e trattarla con prodotti chimici. Inoltre il processo di stampa di un edificio richiede tempi molto lunghi, equivalenti ad almeno tre anni.


La 3D Printed Canal House per ora è un semplice esperimento per valutare le possibili applicazioni della stampa tridimensionale e capire se in futuro, oltre a protesi, plastici e pezzi di ricambio, potremo dare una svolta alla nostra vita con un semplice “Print”.